Walter Zenga (Milano, 28 aprile 1960) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo portiere, attuale allenatore dell'Al Nasr. Eletto per tre volte consecutive "Miglior portiere dell'anno" dall'IFFHS, dal 1989 al 1991, nel 1990 ricevette anche il premio di "Portiere dell'anno" dall'UEFA. Soprannominato Uomo Ragno, quando ha allenato il Palermo da giugno a novembre 2009 gli è stato affibbiato il nomignolo di Coach Z.

Carriera

A dieci anni, nel 1970, venne inserito da Italo Galbiati tra i pulcini dell'Inter e a 18 anni venne dato in prestito alla Salernitana in Serie C1, dove ebbe poca fortuna anche a causa di un errore contro il Campobasso. Dopo aver militato nel Savona in Serie C2, difende nelle annate 1980-1981 e 1981-1982 i colori della Sambenedettese, contribuendo al raggiungimento della Serie B da parte della squadra marchigiana.

Inter

Ritornò all'Inter per la stagione 1982-1983, nella quale il titolare era Ivano Bordon, ma lui si fece apprezzare nelle cinque gare finali di Coppa Italia. La stagione successiva divenne titolare ed esordì in Inter-Sampdoria (1-2). Sono anni di grosse soddisfazioni nell'Inter e nella Nazionale di Azeglio Vicini, con la quale stabilì il record di imbattibilità ancora ineguagliato in un mondiale (518 minuti, in una serie di complessivi 981 minuti dall'ottobre 1989 al 3 luglio 1990). Tra i suoi trofei di squadra, lo scudetto dei record 1988-1989 con allenatore Giovanni Trapattoni, la Supercoppa italiana nel 1990 e la Coppa UEFA nel 1990-1991 e 1993-1994. Nella stagione 1988-1989 Zenga subì 19 reti in campionato, di cui 6 nelle uniche due sconfitte subite. In Coppa UEFA l'Inter viene eliminata dal Bayern Monaco per aver perso 3-1 al Meazza dopo che l'Inter aveva espugnato Monaco 2-0 all'andata: in quella partita Zenga subì 3 gol in sette minuti, tra il 30' e il 37'. La sua ultima partita con la maglia nerazzurra fu la vittoriosa finale di UEFA del 1994 contro il Casino Salisburgo durante la quale le sue parate salvarono il risultato.

Dopo l'Inter

Dopo l'Inter ha giocato senza continuità, a causa di infortuni, nella Sampdoria e, nella stagione 1996-1997, nel Padova (in Serie B), prima di trasferirsi ai New England Revolution negli Stati Uniti d'America facendosi valere prima come giocatore e successivamente come allenatore.

Nazionale

Dopo essere stato il titolare della selezione Under-21, venne convocato da Enzo Bearzot per il Mondiale 1986 come terzo portiere, dietro Giovanni Galli e Franco Tancredi. Esordì in Nazionale l'8 ottobre 1986, a 26 anni, nella partita amichevole Italia-Grecia (2-0) disputata a Bologna. Con il nuovo CT Azeglio Vicini diventò titolare, e partecipò all'Europeo 1988 e al Mondiale 1990. Durante il torneo svolto in Italia rimase imbattuto per 517 minuti, record tutt'ora ineguagliato.[6][7][5] In semifinale con l'Argentina subì una rete da un colpo di testa al 68' di Claudio Caniggia (1-1 alla fine dei tempi regolamentari, con gol di Salvatore Schillaci).[5] Finì ai rigori e, a seguito degli errori di Donadoni e Serena, l'Italia venne eliminata, quindi disputò e vinse la finale per il 3° posto. A fine Mondiale ricevette prestigioso pallone di gemme-gioiello del valore di 160 milioni di lire, per essere stato il miglior portiere della manifestazione. In seguito mise all'asta il prezioso pallone per devolvere il ricavato in beneficenza a Telefono Azzurro. Dopo il Mondiale e l'arrivo del CT Arrigo Sacchi giocò ancora in Nazionale fino al 1992, quando venne sostituito definitivamente da Gianluca Pagliuca. Con la maglia della Nazionale ha totalizzato 58 presenze, di cui 7 in un Mondiale.

Allenatore


Gli inizi e la lunga esperienza all'estero

Iniziò ad allenare negli USA nei New England Revolutions, per una stagione. Tornato in Europa, fu allenatore del Naţional Bucarest nella stagione 2002-2003 portando la squadra all'8º posto e alla finale della coppa nazionale, l'anno successivo conquistò il campionato con la Steaua Bucarest. Nella stagione 2005-2006 fu l'allenatore della Stella Rossa Belgrado, con la quale conquistò lo scudetto serbo-montenegrino, vincendo per la prima volta nel calcio serbo tutte le partite casalinghe. Conquistò anche la coppa nazionale. A luglio 2006, si trasferì in Turchia per allenare il Gaziantepspor. Qui disputò tutto il girone d'andata raggiungendo il dodicesimo posto in classifica con 5 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte. Ad inizio gennaio 2007 decise di cambiare aria: rescisse il contratto con la società turca pagando una penale e volò in Medio oriente, precisamente negli Emirati Arabi Uniti, dove prese la panchina dell'Al-Ain, una delle più importanti squadre della penisola arabica che portò alla finale della Coppa del Presidente. Nel settembre 2007 firmò un contratto come allenatore della Dinamo Bucarest, che prima del suo arrivo aveva totalizzato solo 7 punti in 5 partite, diventando così l'unico allenatore ad aver allenato le tre squadre di Bucarest: National, Steaua e Dinamo. All'esordio sulla panchina dei campioni di Romania vinse 5-2 in trasferta contro il Poli Iasi, segnando un avvio promettente per le ambizioni scudetto del presidente Reuters Nicolae Badea. Tuttavia, nel novembre 2007, rassegnò le dimissioni.

Il ritorno in Italia: Catania

Il 1º aprile 2008 subentra a Silvio Baldini sulla panchina del Catania, con l'obiettivo di riportare la squadra fuori dalla zona retrocessione. Il debutto in Serie A come allenatore del Catania avviene il 6 aprile 2008 in Catania-Napoli (3-0). Il 18 maggio 2008, pareggiando con la Roma a Catania per 1-1 e grazie ai risultati di Parma-Inter e Empoli-Livorno, centra l'obiettivo salvezza per i siciliani. In quell'anno arriva anche in semifinale di Coppa Italia. Nel campionato 2008-2009 è ancora allenatore della squadra etnea centrando nelle prime cinque partite tre vittorie, un pareggio contro la Juventus e una sconfitta contro l'Inter, dove i catanesi vanno in vantaggio per primi per poi essere raggiunti e superati per via di due autogol. Le uniche costanti di formazione sono state il portiere Albano Bizzarri, il centrocampista Pablo Ledesma, che ha saltato solo il derby con il Palermo a Catania per un infortunio, e l'utilizzo di una sola punta centrale, che però è variata fra Michele Paolucci e Takayuki Morimoto (usato anche come esterno). Il 24 maggio 2009, dopo la vittoria interna con un secco 3-1 rifilato al Napoli, Zenga annuncia che avrebbe lasciato il Catania a fine stagione.

Palermo
Il 5 giugno 2009, subentrando all'esonerato Davide Ballardini, firma un contratto biennale con opzione per il terzo, ricco di incentivi in base ai risultati, con il Palermo di Maurizio Zamparini, che ha affermato che la trattativa è durata pochissimi giorni. Esordisce sulla panchina rosanero il 15 agosto nel Terzo turno di Coppa Italia contro la SPAL (4-2). La sua avventura a Palermo dura cinque mesi, infatti il 23 novembre 2009 viene sollevato dall'incarico in seguito a risultati poco positivi culminati il giorno precedente nella 13ª giornata di campionato, nel derby casalingo pareggiato per 1-1 contro il Catania, venendo sostituito da Delio Rossi. Tra i risultati positivi della sua gestione si ricordano le vittorie contro Napoli (2-1) alla prima giornata, Juventus (2-0) alla settima e l'unica esterna all'ottava contro il Livorno (2-1). In più, nella trasferta a San Siro contro l'Inter persa per 5-3, sotto di quattro reti dopo il primo tempo, la squadra ha segnato tre reti in dodici minuti nel secondo. Inoltre, dalla 5ª alla 9ª la squadra è rimasta imbattuta (due pareggi seguiti da tre vittorie), mentre dalla 10ª al derby la squadra non ha vinto ed ha ottenuto due soli punti (striscia di quattro partite senza vittoria). Stando alle parole del Presidente Zamparini, Zenga ha rescisso il contratto con la società rosanero il 12 gennaio 2010.

Al-Nassr e Al-Nasr

L'11 maggio 2010 firma un contratto biennale con gli arabi dell'Al-Nassr, tornando ad allenare nel Golfo dove era già stato nel 2007 alla guida dell'Al-Ain.
Alla fine di dicembre 2010, denuncia che è da quando ha firmato il contratto che non riceve stipendio. Poco dopo lascia la squadra, accordandosi con l'Al-Nasr di Dubai.

Fuori dal campo

Nel 1987 ha inciso un LP di otto brani dal titolo Dal tuo amico Walter Zenga - RICORDI - SMRM 7001.
Nelle stagioni 1988-1989 e 1989-1990 ha condotto la trasmissione sportiva Forza Italia, su Odeon TV, insieme a Fabio Fazio, Roberta Termali e Cristina Parodi e il programma Disco sport su Radio Deejay con Amadeus.
Nel gennaio 2000 ha partecipato come "postino" alla trasmissione di Maria De Filippi C'è posta per te.
Nel 2001 ha pubblicato il libro Uno di Voi (Idealibri), assieme al giornalista e scrittore David De Filippi.
È stato commentatore televisivo e opinionista per Rai Sport, testata sportiva della televisione pubblica italiana.
Venne soprannominato l'Uomo Ragno nel 1993, quando fu escluso dalla Nazionale di Arrigo Sacchi. All'epoca era popolare la canzone Hanno ucciso l'uomo ragno, cantata dagli 883, ed in merito a tale esclusione Zenga rispose ai giornalisti citando questa canzone.

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia
Palmarès

Giocatore

Competizioni nazionali

Campionato italiano: 1
Inter: 1988-1989
Supercoppa italiana: 1
Inter: 1989
Campionato italiano Serie C1: 1
Sambenedettese: 1980-1981

Competizioni internazionali

Coppa UEFA: 2
Inter: 1990-1991, 1993-1994

Allenatore

Campionato rumeno: 1
Steaua Bucarest: 2004-2005
Campionato serbomontenegrino: 1
Stella Rossa Belgrado: 2005-2006
Coppa di Serbia e Montenegro: 1
Stella Rossa Belgrado: 2005-2006

Individuali

Portiere dell'anno IFFHS: 3
1989, 1990, 1991
Miglior portiere del Mondiale: 1
1990


Vita privata

Si è sposato tre volte: la prima con Elvira Carfagna, con la quale ha avuto il figlio Jacopo (calciatore anche lui, attaccante del Casale), la seconda con la conduttrice tv Roberta Termali, con cui ha avuto i figli Nicolò e Andrea (altro calciatore della famiglia, portiere della Sambenedettese fra l'altro ex squadra del padre), e la terza con la rumena Raluca Rebedea, da cui il 19 novembre 2009 ha avuto la primogenita di nome Samira.

Onorificenze
Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana
- Roma, 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.

Walter Zenga

 
     

Dati biografici

Nome

Walter Zenga

Paese

Italia

Altezza

188 cm

Peso

84 kg

Dati agonistici

Disciplina

Calcio

Ruolo

Allenatore (ex portiere)

Squadra

Al-Nasr

Ritirato

1999 - giocatore

Carriera

Giovanili

1970-1978

Inter

Squadre di club1

1978-1979

→ Salernitana

3 (-6)

1979-1980

→ Savona

23 (-19)

1980-1982

→ Sambenedettese

67 (-45)

1982-1994

Inter

328 (-294)

1994-1996

Sampdoria

41 (-43)

1996-1997

Padova

21 (-20)

1997-1999

 New England Revs

47 (-73)

Nazionale

1984-1986
1986-1992

Italia U-21
Italia

15 (-15)
58 (-21)

Carriera da allenatore

1998-1999

New England Revs

 

2000-2001

Brera

 

2002-2003

Naţional Bucarest

 

2004-2005

Steaua Bucarest

 

2005-2006

Stella Rossa

 

2006-2007

Gaziantepspor

 

2007

Al-Ain

 

2007

Dinamo Bucarest

 

2008-2009

Catania

 

2009

Palermo

 

2010-2011

Al-Nassr

 

2011-

Al-Nasr

 

Palmarès

Mondiali di calcio

Bronzo

Italia 1990

Europei di calcio Under-21

Argento

1986

1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.

Statistiche aggiornate al 11 maggio 2010